I manichini
vai alla pagina con le miniature dei manichini

Con i manichini degli anni '70 la ricerca di Bianco è ancora in linea con quell'intento ideologico demistificatorlo nei confronti della società che caratterizza le ricerche nel campo scientifico ed il ciclo dell'arte elementare.

La morfologia delle opere, completamente mutata, introduce modalità espressive pertinenti al campo della messa in scena teatrale. Al mondo allucinato delle bambole, dei fantocci e dei manichini, interpretati da una scenografia straniante, Bianco affida "un pensiero sulle cose elementari della vita", sui problemi essenziali della natura umana, sui rapporti e le contraddizioni vissute nel confronto con "gli altri", evidenziandone le tensioni più alte e i momenti di maggiore drammaticità.

Ancora una volta il concetto di vita sembra per Bianco poter essere ricondotto all'arte per mezzo della "mancanza di vita", per mezzo del manichino, del fantoccio inteso come il doppio dei personaggi viventi sulla scena reale, marchiato con il segno della morte.

(G. Belli, A. Marchionne, Remo Bianco, ed. Puntoelinea, Milano, 1987)