Le 3D
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Le 3D, o opere tridimensionali, vengono realizzate verso la fine degli anni '40, dopo il distacco dell'artista dalle precedenti esperienze figurative. Si tratta di opere realizzate con fogli di legno o di materiale plastico, spesso dipinto, ritagliati e assemblati in maniera tale da produrre, nel sovrapporsi, effetti di profondità.

Possono essere considerate opere preparatorie a queste 3D i disegni su vetro o materiale plastico trasparente, realizzati all'inizio dl questo stesso periodo, che vedono Bianco operare entro una maglia di riferimenti alla lezione dell'avanguardia storica, in particolare per quel dinamismo compositivo che sembra collegarli ad alcune ricerche del costruttivismo e del futurismo.

Le 3D in legno, che pure hanno il loro antefatto in queste opere su supporto trasparente, rappresentano una fase più matura della sua ricerca, caratterizzata sia dall'abbandono dei referenti figurativi, sia da una definizione dello spazio più articolata rispetto alle opere precedenti: nelle 3D opache la stratificazione delle diverse superfici fa sì che ogni piano acquisti significato solo se letto in relazione agli altri; l'immagine d'insieme, che deriva dalla somma visiva delle diverse lastre sovrapposte, se da un lato si offre come una struttura unitaria, dall'altro tende a proporsi come "labirinto ancora inesplorato di forme in gestazione suscitate dal confronto di colori, forme e luci spesso imprevisti".

Il gioco del chiaroscuro conferisce a queste opere la qualità di "universo in fieri", dove è soprattutto il senso del movimento a produrre illusioni di nuove forme e piani che moltiplicano le soluzioni spaziali.

(G. Belli, A. Marchionne, Remo Bianco, ed. Puntoelinea, Milano, 1987)